Oggi puntiamo i riflettori sull'oscurità. Il misterioso Ninja dei Social Circle risponde alle nostre domande.



Aivia è il tuo vero nome?
Sì e No. È il mio nome all'anagrafe e di battesimo. Quindi per lo stato e per la chiesa. Ma non ricordo di aver autorizzato nessuna di queste due nature, quindi non riconosco loro il principio di verità, che può rendere un nome vero nel mio mondo.

Non è sempre stato il mio vero nome.

Non l'ho scelto io ma altri per me e non riconosco il principio di verità ove manchi la libertà di scelta.

Quando sono stato abbastanza forte e uomo da vestire un nome considerato femminile in gran parte del mondo, allora l'ho scelto e portato con dignità. E da allora è Vero.

Prima dei quattordici anni, prima di essere un uomo adulto, un cacciatore, lo farfugliavo timidamente o ne dicevo un altro per evitare di dover spiegare che no, non ero una femmina e che sì, ero italiano.

Come ti sei approcciato al mondo della seduzione?
Non sono così ottuso da non capire la tua domanda, ma devo specificare che per me la seduzione è l'arma dei bambini e delle donne, di chi deve aggiudicarsi le attenzioni altrui, se ducere, portare a sé, per poter sopravvivere.

Induzione – indurre - che significa stimolare a fare, è ciò di cui mi occupo come maschio adulto.

Se intendiamo il mio approccio al mondo dell'induzione in senso teorico, di studio e di pratica ragionata sul campo, mi sono approcciato a questo mondo quando non c'era ancora internet e corsi da milioni di lire - che non possedevo - giravano in videocassette misteriose.

Un mio mentore mi ospitò ad un corso che teneva sulla comunicazione non verbale e, avrò avuto forse 17-18 anni, mi misi in gioco con la cosa che più mi riusciva difficile da sperimentare in pubblico: inscenare un approccio ad una ragazza stupenda che lavorava come valletta in una tv locale, davanti a tutti.

Fu pesantissimo e davvero stressogeno, così capii che era una strada da seguire.

È una mia regola, infatti, andare verso le cose che mi mettono a disagio per rinforzarmi.

Aver frequentato le medie in una scuola religiosa maschile e le superiori in un istituto con un numero di femmine trascurabile aveva fatto mancare un tassello importante alla mia serenità e alla mia conoscenza reale del femminile, che tendevo ad idealizzare.

Dovetti lavorare molto sodo per riprendere il passo coi miei coetanei, ma poi non mi sono più fermato, passo dopo passo.

Sei esperto nella seduzione nei Social Circle... Cos'è un Social Circle in poche parole?
Una piccola parentesi: ti sei mai sentito in imbarazzo di fronte a una ragazza? Se anche a te capita di non sapere cosa dire a una donna, ti svelo un piccolo segreto: lo trovi qui

Può significare gli amici e gli alleati all'interno di una sfera sociale, una rete di contatti sociali, un gruppo che condivide interessi o anche solo la vicinanza geografica come collante per conoscersi e frequentarsi. In alcuni casi è gestito in modo piramidale, in altri casi a rete tridimensionale. Si è visto che quando un Social Circle è isolato e libero di prosperare, tenderà naturalmente ad una struttura di potere a rete con eventuali leader situazionali, che sono i più esperti nelle varie e diverse attività di gruppo.

Appena entra in potenziale competizione un altro SC, la struttura piramidale emerge spontaneamente.

E lo fa in modo democratico, dal basso.

In cosa il tuo metodo si differenzia dalle numerose tecniche e manuali presenti da tempo in Italia?
Se parliamo di differenze qualitative, verticali, non sputo nel piatto dove ho mangiato spesso e volentieri, ho imparato molto dagli altri e dai loro punti di vista. Il mio metodo non è migliore, è qualcosa di differente che si integra arricchendo ciò che già è reperibile. Per questo, se parliamo di differenze orizzontali, vado a coprire una zona grigia che per alcuni tabù risalenti alle origini della seduzione moderna era stata trascurata e temuta. La vado a coprire con i miei studi e le mie esperienze non, perché credo sia una nicchia di mercato inesplorata, ma perché è quella che personalmente ha portato alcune tra le migliori trasformazioni alla mia vita e alla vita delle persone con cui ho sperimentato, studiato, collaborato.

Sedurre nei gruppi altrui è diverso da approcciare un gruppo misto o crearsi un social circle?
Quando ti crei un social circle esso diventa un po' la tua tomba e la tua reggia. Se sei in gamba puoi esserne il Re, ma un Re ha potere solo sui suoi sudditi, e deve sperare che ci siano presenze femminili interessanti tra le sue fila. Nel manuale spiego come creare una tribù, un clan, che sia invisibile e che lavori in cooperazione nell'ombra per aggirare alcuni degli svantaggi di questa soluzione.

Approcciare un gruppo misto è importante, saperlo fare è fondamentale, spesso però i tanti ciechi che guidano altri ciechi presenti nella community della seduzione insegnano come ridicolizzare i maschi dominanti di quel gruppo, per mettersi in mostra. Apportare valore ed emozioni ad un gruppo per me è più importante, nell'ottica di un avanzamento nel processo che può non essere veloce come in alcune parti degli Stati Uniti o a Londra.

Sedurre nei gruppi altrui infilandosi fra le sottili fessure di potere che si creano di continuo, adottando un profilo da Principe Oscuro, forestiero affascinante e discreto che non compete per lo status con i Re in casa loro ma ricevuto l'invito ad entrare e dopo essersi tolto le scarpe, li referenzia e li approva mentre apportando valore al gruppo inizia a tessere i suoi incanti, lentamente, con la visione sistemica di chi sa che queste persone sono interconnesse e comunicano di continuo fra loro, di chi porta una ventata di rispetto ai più deboli ed una ventata di riconoscimento del valore ai più forti, è qualcosa che ha a che fare con le note di cuore e di fondo di un profumo, laddove l'approccio di set misti è inerente alla nota di testa, la nostra fragranza più volatile e destinata a scomparire in breve tempo.

Come sei giunto a queste conclusioni? Hai avuto un mentore o è frutto di prove pratiche?
Ho avuto diversi mentori, letto o studiato centinaia di testi inerenti più o meno indirettamente gli argomenti trattati, osservato per molti anni le dinamiche sociali nei locali in cui lavoravo, osservato con onestà i miei risultati e quelli di altre persone, ma più che conclusioni la definirei Ouverture. Sia perché ho intenzione di svilupparmi ancora a lungo, sia perché come è successo con le altre scuole di pensiero nella community internazionale, confido che verranno dopo di me persone più intelligenti ed esperte che sapranno apportare colore a quest'area grigia che mi sono permesso di valorizzare, ma che non ho nessuna presunzione di aver battuto a fondo. Un primo passo però andava fatto.

Qual è stata la più grande soddisfazione che hai ottenuto applicando la Fascinazione Oscura nei Social Circle? Raccontaci un aneddoto!
Prima di parlare di grandi soddisfazioni, vorrei parlare in linea generale di grandi amarezze.

Purtroppo un retaggio culturale pesante ha creato nelle nostre donne la convinzione che un uomo sia bianco o nero, quindi un uomo fedele e fornitore di risorse e protezione, oppure un single incallito anaffettivo, anche detto puttaniere.

Un uomo che sia tanto predatore e amante quanto facile preda di intense sofferenze e passioni estetiche, di amori che soffiano a 60 nodi pur sapendo che incontreranno scogli pesanti come ricordi...

...Un uomo così, e ce n'è uno nascosto nel fondale della maggioranza dei lettori, non viene facilmente incasellato secondo lo schema dicotomico classico.

Devo mettere in guardia l'aspirante adepto che la vita non è rose e fiori... è rose e zanne.

Scontrarsi con le credenze surreali di un'intera società è da folli ed è più realistico imparare ad alzarsi dopo ogni colpo, proteggendo quell'ultimo petalo di dolcezza che ti resta, stretto nel pugno.

Sono stato un po' vago, ma chi doveva risuonare con queste corde lo ha fatto.

E ora posso parlarti di soddisfazioni. Tante. La più grande...

Non ho bisogno di pensarci.

Una cosa che mi era mancata moltissimo nella vita era stata fare l'amore con una vergine.

Simbolicamente importantissimo per me, nell'età in cui si fanno queste cose non ebbi l'occasione, e allo scoccare dei 35 capii che mi sarei portato questo (bi)sogno nella tomba.

È davvero stato soltanto per la SCDF, se proprio a 35 anni ho avuto l'opportunità di vivere questo mio sogno.

Tutto ciò che ha portato al nostro incontro, compreso il modo con cui lei è rimasta incantata ed ha visto tutto buio intorno a me, fino all'attimo in cui, lo stesso giorno che l'avevo conosciuta, ha sentito che fosse finalmente arrivato il momento che altri avevano aspettato per mesi e mesi di relazione, tutto, ciò che ha riguardato il nostro incontro e le fasi successive – fino ad ora che scrivo e che è tra le mie rose non recise e amate – ha a che fare con il percorso del Principe Oscuro descritto in quel manuale, e con la Fascinazione di Social Circle.

Da dove deriva questo tuo artistico modo di esposizione?
Molto probabilmente da un pittore che dipinge tutt'ora per strada e che da bambino scelsi come mentore.

Lo vidi calmo, fermo e cosciente mentre con le mani passava il pennello sulla tela.

Lui poteva dipingere dei paesaggi incantati e meravigliosi mentre era seduto al freddo su un panchetto di fronte ad una strada grigia e piena di gente di fretta, smog, macchine in coda a suonare il clacson.

E il suo sguardo, fermo, in quel cipiglio che mi sembrava feroce, solo perché avevo conosciuto pochi pensatori concentrati su ciò che facevano.

Se poteva dipingere quei monti innevati e quei laghi calmi, quelle onde che si frangevano sulle barchette tirate in secca lungo la spiaggia di un mare baciato dal sole... allora doveva vederli dentro di sé, perché io non vedevo che grigio e adulti stressati.

Avevo bisogno della sua arte. A tutti i costi.

La mia vita era un inferno, a quell'età, avrò avuto sette anni.

Dovevo poter vedere con i suoi occhi. Se non per me stesso, almeno per mostrare una realtà più bella a mio fratellino.

Gli chiesi di insegnarmi la sua arte, mi spiegò che era olio su tela, e che avrei potuto cominciare a fare qualche prova a tempera.

Gli dissi che non volevo dipingere, ma vedere alberi stagliati sopra un torrente dove ora vedevo asfalto.

Mi disse di no. Che ero troppo piccolo.

Rimasi fermo e zitto per sei mesi d'inverno accanto a lui dopo la scuola, sperando che potesse notare la mia capacità di stare fermo in piedi e zitto a quell'età.

Iniziò a raccontarmi delle favole, le dipingeva con le parole sul momento, e dopo sei mesi, mi accettò come allievo.

Era un Alchimista. E un Orso. E un Drago. A volte pure un po' un padre.

Ero con lui, a 11 anni, quando mi innamorai per la prima volta di una bambina.

Ero con lui, quando mi trascinò a forza a portarle una rosa... mentre terrorizzato coi piedi impuntati nella ghiaia lasciavo una scia.

Che consiglio vuoi dare a chi, per la prima volta, si affaccia al mondo della seduzione?
Uno solo. E in inglese.

Believe nothing - Test everything

Quali sono gli errori assolutamente da evitare?
Nessun errore è da evitare, vanno tutti vissuti sulla pelle, meglio se in modo attutito dall'esperienza di chi ci è già passato. Ma una cosa sì, è da evitare.

Non so quanti anni hai, forse sei più grande di me, forse molto meno.

Sappi che un domani ti guarderai indietro e non avrai rimpianti per gli errori commessi.

Ma solo rimorsi, crudi e fieri, per ciò che non hai tentato, per i treni che hai lasciato scappare, per le volte che non hai osato.

Non potrai mai più sapere come sarebbe andata la tua vita se...

Beh, considera questo: se entro la prossima mezz'ora non starai facendo qualcosa per il tuo destino, allora è probabile che non lo farai mai.

Sei pronto a provare la seduzione nei gruppi?
Scoprilo leggendo i Report Reclutamento e Briefing: scaricali da qui

Trovi il .pdf Pillole di Seduzione gratis qui:
  Scopri Cosa Vogliono le Donne


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