Dopo vent'anni la risposta onesta è no. Ma c'è un posto dove si balla e funziona.



Per anni su questa pagina c'era scritto come muoversi in discoteca: dove approcciare, quando isolarsi, come portarla dalla sala fumatori al bancone al divanetto. C'era anche una citazione di Mystery, che era il riferimento di tutti all'epoca. Oggi la risposta che darei a chi mi chiede come conoscere qualcuno in discoteca è molto più corta: è il posto sbagliato. Non per moralismo. Per un motivo tecnico.

Perché la discoteca gioca contro di te

Conoscere una persona significa parlarle. In discoteca non si può parlare: si urla. E chi urla una frase, se la sente ripetere con un «COME?», la ripete più forte e a quel punto ha già perso metà di quello che voleva dire. Da questo discende tutto il resto. Se non puoi contare sulle parole, ti restano solo l'aspetto, il modo di muoverti e l'insistenza. Ecco perché in quell'ambiente hanno prosperato le tecniche: erano l'unica cosa che potesse funzionare senza una conversazione. E infatti quasi nessuno dei successi che raccontavo allora è mai diventato qualcosa. C'è anche una cosa che allora non consideravo: chi va in discoteca ci va quasi sempre con i suoi amici, per stare con loro. Non è un pubblico in attesa di essere avvicinato.

Se comunque ci vai, tre cose che valgono

Queste erano giuste anche quindici anni fa

Arriva presto. Nella prima ora la musica è bassa e si riesce ancora a parlare. È l'unica finestra della serata in cui puoi dire qualcosa di sensato a qualcuno. Scegli locali con zone tranquille. Un cortile, una sala fumatori, un bancone lontano dalle casse. Se il posto non ha un angolo dove si sente la voce, la serata è già decisa. In pista non strusciarti addosso a nessuno. Sembra ovvio e non lo è, visto quanti lo fanno. Ballare vicino a qualcuno che non ti ha invitato non è un approccio: è invadere. E una cosa che c'era già nella vecchia versione e che tengo volentieri: sii socievole con tutti, uomini e donne. Chi passa la serata parlando solo con le ragazze carine si nota, e si nota male.

Quello che ho cancellato

In fondo all'articolo c'era un consiglio che oggi mi fa una certa impressione: se una ragazza ti ruba il cappello per scherzo, rispondere «ti sei meritata una sculacciata». Non c'è molto da spiegare. È una frase a sfondo sessuale detta a una sconosciuta in un posto dove non può nemmeno risponderti a voce normale, e nella vecchia versione la presentavo come «il diritto di osare». Via, senza attenuanti.

Dove il ballo funziona davvero

Il ballo di coppia è l'unico posto dove il contatto è previsto da entrambi

C'è però un modo in cui ballare aiuta sul serio a conoscere gente, e non è la pista di una discoteca: è un corso di ballo di coppia — bachata, salsa, kizomba, tango, quello che ti attira. La differenza è enorme, e sta in quattro cose. Il contatto è previsto e concordato. Non devi costruirlo, non devi progredire per gradi, non devi chiederti se è il momento: è la struttura stessa dell'attività. Il che toglie di mezzo, in un colpo solo, l'ottanta per cento dell'ansia di cui parlano quasi tutti gli articoli di questo sito. Si può parlare. Prima della lezione, nella pausa, dopo. Con la voce normale. Le stesse persone tornano ogni settimana. È la differenza fra conoscere qualcuno e riconoscere qualcuno. Non devi giocarti tutto in una sera: c'è la settimana prossima, e quella dopo. Sei lì per imparare una cosa, e si vede. Chi frequenta un corso di ballo per rimorchiare lo capiscono tutti in tre lezioni, e resta ai margini. Chi ci va perché gli piace ballare, invece, conosce mezza sala nel giro di due mesi — e conosce anche gli uomini, che è la parte che quasi nessuno considera e che vale il doppio. Vale la pena dire anche l'ovvio, perché nelle sale da ballo non è così ovvio: si chiede se si vuole ballare, e se la risposta è no si sorride e si va oltre. Un ballo non autorizza niente. Se qualcuno stringe più del dovuto o si avvicina troppo, sta rovinando la cosa per tutti — e nelle sale serie viene notato in fretta.

Perché questo c'entra con il resto del sito

Perché è esattamente la tesi del secondo libro della serie: gli incontri nascono dagli ambienti, non dalle tecniche. Un corso di ballo è uno degli ambienti migliori che esistano — ricorrente, con contatto legittimo, con persone che tornano. Ne Il Pinguino Impacciato c'è un capitolo dedicato a scegliere i posti giusti con quattro criteri precisi, e come bonus lo special report «Pinguino in pista: la via del ballo»: quale ballo scegliere se parti da zero, come si sopravvive alla prima lezione, e il galateo della sala che nessuno ti spiega.

Una domanda per te

Quante volte sei tornato a casa da una serata in discoteca contento della serata in sé — non di cosa era successo, ma della serata? Se la risposta è "quasi mai", forse non è il posto che fa per te. E non è un problema: significa solo che devi cercare altrove, e ci sono un sacco di altrove. Il report gratuito Basta Swipe parte proprio da lì.

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