Più tempo, meno fretta, meno difese. Come approfittarne senza diventare quello che rompe.



La spiaggia è uno dei posti più facili in cui conoscere qualcuno, e quasi nessuno ne approfitta. Il motivo per cui è facile è semplice: nessuno ha fretta. Non c'è la musica alta di un locale, non c'è il tempo contato di una pausa pranzo, non c'è quell'aria di "cosa vuole questo" che si respira quando ti avvicini a una sconosciuta per strada. C'è gente che sta lì da tre ore e ne starà altre tre, spesso annoiata. Il motivo per cui quasi nessuno ne approfitta è altrettanto semplice: siamo mezzi nudi, e ci sentiamo scoperti anche noi.

Il vantaggio vero: il tempo

Non devi giocarti tutto in trenta secondi

In quasi tutte le altre situazioni hai una finestra strettissima. In spiaggia no: puoi scambiare due parole al bar, incrociare la stessa persona in acqua un'ora dopo, riprendere il discorso nel pomeriggio. Non serve nessuna frase memorabile, perché non ti stai giocando tutto in un colpo. Questo cambia anche il tipo di attenzione che serve. Non "cosa dico", ma quando: chi sta dormendo o prendendo il sole con gli occhi chiusi non va disturbato, punto. Chi sta chiacchierando, chi gioca, chi entra ed esce dall'acqua, chi è in fila al chiosco — quelle sono persone disponibili a una parola, ed è una differenza che si vede a occhio.

Tre cose che contano più di quello che dici

Mettiti alla loro altezza. Se sono sdraiate e tu parli in piedi, stai incombendo su qualcuno che è in costume e disteso. Chinati, siediti, accovacciati. È una cortesia elementare e cambia completamente la sensazione che dai. Arriva con qualcosa, non con una richiesta di permesso. «Ehi, vi va di fare una partita? …oh, scusate, vi ho interrotte» funziona. «Scusa, disturbo?» no. La differenza non è la faccia tosta: è che nella prima porti tu qualcosa e ti scusi dopo, come cortesia; nella seconda chiedi all'altra persona il permesso di esistere, e la metti in imbarazzo prima ancora di aver detto chi sei. Sorriso, tono leggero, una proposta concreta — e il «disturbo?» mettilo in mezzo, se ci sta, non davanti.
Poi guarda cosa succede nei tre secondi dopo. Se si girano verso di te e rispondono, sei dentro. Se rispondono a monosillabi guardando altrove, saluti e te ne vai, senza rincarare la dose e senza faccia offesa. È lì che si decide se sei uno piacevole o uno da evitare — non nella frase con cui sei arrivato. Proponi qualcosa da fare insieme. Una partita, un giro in pedalò, una sfida a chi arriva prima alla boa. Funziona perché sposta l'attenzione dal "ci sta provando" al "stiamo facendo una cosa", e perché fare qualcosa insieme crea complicità molto più in fretta di qualsiasi conversazione.

Quello che avevo scritto e che oggi tolgo

Nella versione precedente di questo articolo consigliavo di girare con un pallone da beach volley per dissimulare: così, scrivevo, le ragazze che ti vedono passare da un gruppo all'altro pensano che stai solo cercando qualcuno con cui giocare. L'ho tolto, e vale la pena spiegare perché, visto che sembra un consiglio innocuo. Perché il punto non era giocare: era far credere una cosa non vera per non sembrare quello che stava facendo il giro. È piccola come bugia, ma è la stessa struttura di tutte le altre — funziona solo finché l'altra persona non capisce cosa stai facendo. E in spiaggia, dove ci si rivede tutto il giorno, capita che si capisca. Il pallone portalo pure. Ma portalo perché ti va di giocare. Stessa cosa per i consigli sul costume, gli accessori e la depilazione che c'erano qui sopra: non è che fossero sbagliati, è che erano irrilevanti. Nessuno ha mai deciso di parlarti in base al tuo costume.

Se ti blocca l'idea di essere in costume

Questo è il punto che nella vecchia versione avevo saltato, ed è quello che ferma più persone di qualsiasi altra cosa. Il fatto è che tutti sono in costume. Il ragazzo con la pancia, quello magrissimo, quello che si sente troppo pallido: sono tutti lì, e nessuno guarda te quanto pensi. La spiaggia è il posto dove il corpo conta meno, non di più, perché è visibile a tutti e smette di essere una variabile. Se invece l'idea ti blocca al punto da non uscire di casa, il problema non è la spiaggia. Ne parlo nel report gratuito Basta Swipe e, per esteso, in Pillole di Seduzione.

Una domanda per te

L'ultima volta che in spiaggia hai pensato "potrei andare a dire qualcosa" e non l'hai fatto: cosa ti sei detto per non farlo? Quella frase è la stessa in spiaggia, al bar e in ufficio. Cambia solo lo scenario.

Scopri il Nuovo Metodo per Conoscere Donne:
  Diventa un Pinguino!


Condividi:
Dì la tua Opinione!