Non è una progressione da eseguire. È una cosa che succede in due, o non succede.
Il tatto è il senso che ci mette meno a comunicare qualcosa. Una pacca sulla spalla, una mano che ti guida per un secondo in mezzo alla folla, un abbraccio: arrivano prima di qualsiasi frase, e non si possono fraintendere quanto le parole.
Su questo la vecchia versione di questa pagina aveva ragione. Su tutto il resto no, e l'ho riscritta.
Cominciamo da una cosa che avevo scritto male
Il famoso 7-38-55
Qui sopra c'era scritto che nella comunicazione conta il 7% quello che dici, il 38% come lo dici e il 55% quello che fai nel frattempo. È il dato di Albert Mehrabian, e lo trovi ripetuto ovunque.
Il problema è che quello studio misurava una cosa molto più stretta: quanto pesano parole, tono ed espressione quando **comunicano sentimenti in contrasto fra loro** — cioè quando qualcuno dice «sto bene» con la faccia di uno che sta malissimo. Mehrabian ha passato anni a ripetere che non va applicato alla comunicazione in generale.
Lo dico perché è il tipo di dato che veniva usato per giustificare tutto il resto: se le parole contano solo il 7%, tanto vale concentrarsi sulle mosse. Non è così. Le parole contano parecchio, e quando due persone si piacciono contano soprattutto quelle.
Il consiglio che oggi mi fa più impressione
Qui sopra c'era scritto, testualmente, che lei dovrà recepire il primo contatto come non intenzionale, questo per non farle alzare le difese.
Rileggilo. Il gesto deve sembrare casuale mentre non lo è, e lo scopo dichiarato è che lei non se ne accorga.
È esattamente il metro con cui filtro tutto quello che scrivo oggi: se un consiglio funziona solo finché l'altra persona non capisce cosa stai facendo, non è un'abilità, è manipolazione. Qui non c'era nemmeno da interpretare: era scritto nell'istruzione.
Insieme a quello se ne va anche la progressione in quattro mosse, con l'ordine dei tocchi fino al viso, e il resto del vocabolario di allora — l'isolamento, il «tirala a te con forza», il «devi osare e superare il limite».
Cosa rende un contatto naturale
Una cosa sola: che abbia un senso anche da solo
Se qualcuno ti chiedesse perché hai fatto quel gesto, avresti una risposta vera? «Le ho toccato il braccio perché stavo ridendo di una cosa che aveva detto» è una risposta. «Perché era il secondo step» non lo è.
I gesti che funzionano sono sempre di quel primo tipo: la mano sulla spalla mentre ridete, il contatto di chi ti mostra una cosa sul telefono, il braccio che guida per un secondo mentre attraversate. Non li devi programmare. Se stai in una conversazione vera, arrivano.
E se non arrivano, non forzarli. Un gesto pensato in anticipo esce legnoso, e si vede — è il motivo per cui tanti si sentono goffi proprio mentre applicano una tecnica che doveva renderli disinvolti.
La parte che conta davvero: cosa succede dopo
Tutta l'informazione sta nei due secondi successivi.
Se resta dov'è, se ricambia, se si avvicina un po': bene, e non serve fare altro. Se si irrigidisce, si scosta, cambia posizione, si sposta di dieci centimetri: ti sei mosso troppo presto.
Cosa fare in quel caso è semplice e quasi nessuno lo fa: torni a parlare come se niente fosse. Senza scusarti a raffica, senza spiegazioni, senza faccia offesa e — soprattutto — senza riprovare subito per dimostrare che non era un errore. È lì che si rovinano le serate: non nel gesto arrivato presto, ma nell'insistenza che viene dopo.
Il contatto è reciproco, o non è contatto
Se ripensi a una volta in cui è andata davvero bene, non c'era nessuna sequenza: a un certo punto vi eravate avvicinati tutti e due, e non sapresti dire chi ha cominciato.
Ecco perché una progressione non descrive la realtà: presuppone che tu salga una scala e che l'altra persona sia il terreno su cui la appoggi. Ma quando funziona, la scala la salite in due — e quando la sali da solo, quello che stai facendo ha un altro nome.
Una domanda per te
L'ultima volta che hai toccato qualcuno e ti è sembrato sbagliato anche solo per un istante: cosa ti aveva fatto pensare che fosse il momento?
Qualcosa che stava succedendo fra voi, o qualcosa che avevi letto da qualche parte?
Se il blocco arriva prima ancora del contatto — cioè nell'avvicinarsi e basta — è di quello che parlo nel report gratuito Basta Swipe e in Pillole di Seduzione.






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